03/02/2004

Un estate

Il pendolo oscilla. Dalla camera del mio albergo sento il sottile frangersi delle onde sulla scogliera, sulla spiaggia di sassi. La camera è asettica, non c’è più nessuno. Il mio corpo è abbronzato, ma segnato dalla sofferenza. Mi chiedo se sono un eremita. Ho conosciuto nuove persone, ma ora sono solo, come sempre.
Ricorderò questo momento. E’ brutto. E’ il dolore della mia nascita. Non è per lei che soffro, ma è per lei che soffro. E’ per lei che sono qui, lei è tutto. E’ per lei che ho viaggiato. Non per loro. Sono loro che mi mancano, ma è lei che mi manca in loro. Sento ancora il rumore del vento, e il mare che scorre tra i sassi. Sono stato solo. Solo a guardare le stelle. Solo a suonare la mia chitarra mentre il sole tramontava. Solo sulla spiaggia di sabbia, mentre la luna eterna mi guardava viola. Solo mentre ridevano, riproducevano la musica che gli dava l’identità. Tra le lamiere del bagno pubblico, strisciando i miei piedi nella terra, camminando fiero in una camicia aperta per le strade di sole e di negozi, libero del nulla dietro occhiali scuri e la mia anima in un medaglione d’osso. Sono abbronzato di non senso, mentre lei mi aspettava a quella cena e io aspettavo un segno. Credo che il secondo dopo sarò vivo, o sarò morto. O lei arriverà vestita di seta azzurra, nella notte del vento. Mentre torno dalla scogliera dove le rondini giocano e il sole fa arte con il cielo. La mia chitarra spagnola. La solitudine delle stelle. Il bambino in gita con gli zii e la cugina. E un cappuccino all’alba nella pace. Musica new age del mattino. No, non partecipo ai giochi. Siete matti. Più matti di chi guarda le stelle. Lei non verrà. Quando si fa sera, una chitarra, i pipistrelli, una famiglia fa un fuoco alla torre. Storie di case e di esperienze infantili e di luoghi che riposeranno nella memoria come isole di nuvole. Queste storie appiccicate alle rocce, ricordi del mio passato che non hanno importanza. La spiaggia di notte, il nero. Sono solo tra le stelle. © 2003 Stefano Wo di stefanowo | 03/02/2004
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